Massimo Zavoli Massimo Zavoli
"La mano è la finestra della mente"
(I. Kant)

Riflessioni di Maria Elisabetta Perazzini

La mente concepisce e la mano materializza: ecco allora l’idea che si mostra nell’oggetto.
L’oggetto “lavorato”, “fatto”  e “finito” ha “qualcosa” da dire. Parla di arnesi, ore di lavoro, di pazienza, di tempi lunghi… L’oggetto è nato dalla testa e dalla mano.
Non può esistere separazione tra testa e mano, qualora questo accadesse sarebbe la mente a soffrirne e l’uomo perderebbe la sua creatività, la sua passione per il lavoro.

Vitruvio afferma: “quotidianamente lavorando, gli uomini non solo finiscono con rendere le mani più abili nel costruire ma giungono a raffinare quotidianamente l’intelligenza”.

 

betta e arturo

 

Maria Elisabetta e Arturo